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Matrimonio: curiosità e riti di buon auspicio

Matrimonio Curiosita e buon auspicio

Il matrimonio è un evento davvero speciale: il coronamento di un amore importante, un amore che la coppia vuole eternizzare con la fatidica frase ” per sempre “. Non per niente, infatti, ogni ragazza sogna questo momento sin da bambina, immaginando il suo lui attenderla all’altare, mentre lei avanza lungo la navata sulle note della marcia nuziale. Proprio per l’importanza dell’evento, gli sposi, e soprattutto la sposa, vorrebbero che tutto fosse perfetto. Ecco, quindi, che negli anni sono state tramandate centinaia di superstizioni e curiosità da tenere in considerazione per la celebrazione del matrimonio.

In realtà si tratta di superstizioni diffuse nel sud Italia, specie in Sicilia e Calabria, dove queste credenze sono diventate leggi non scritte, che devono necessariamente essere osservate se non si vuole incorrere in un matrimonio disastroso. Sebbene al Nord Italia molte spose affermano di non credere a queste superstizioni, ogni sposa nel giorno del suo matrimonio indossa le 5 cose di buon auspicio: vecchia, nuova, prestata, regalata e blu. La cosa vecchia indica il passato e l’importanza degli affetti precedenti al matrimonio. La cosa nuova, invece, simboleggia l’inizio di una nuova vita. La cosa prestata deve appartenere ad una persona cara, come la madre o la sorella. Il gesto deve far pensare che anche in questa nuova fase della vita della sposa le persone a lei care le staranno vicino. La cosa regalata è sinonimo di affetto, mentre la cosa blu indica la purezza e la sincerità della sposa.

Antiche credenze del sud Italia vogliono che la sposa non indossi niente che abbia le perle. Pare che la perla indossata nel giorno del matrimonio corrisponda alle lacrime.

Un’altra tradizione è quella secondo cui il futuro marito non può vedere l’abito della sposa fino al momento della cerimonia. Riguardo all’abito da sposa, le nonne raccontavano che sarebbe stata una sfortuna per quella sposa che si fosse guardata allo specchio prima della cerimonia. Oggi, invece, si consente alla sposa di guardarsi allo specchio solo dopo essersi tolta una scarpa, il velo o i guanti.

La tradizione vuole, inoltre, che le fedi nuziali non possano cadere a terra durante la cerimonia. Se questo dovesse accadere, a raccoglierle potrà essere solo il prete o l’ufficiale di Stato che, secondo le vecchie credenze, sono gli unici a poter eliminare il maleficio.

Esistono molteplici credenze anche riguardo al giorno della settimana. Infatti, mentre oggi vengono si rispettate queste usanze, ma senza essere troppo vincolati, in passato matrimoni potevano essere celebrati solo in alcuni giorni della settimana. In Sicilia si dice “Di Venere e di Marte non si sposa e non si parte”. Questo perché il venerdì dovrebbe essere il giorno in cui furono creati gli spiriti maligni, mentre il martedì appartiene a Marte, dio della guerra. In Sicilia, inoltre, è sconsigliato sposarsi anche di giovedì, poiché pare che il giorno arrechi dispiacere alla sposa.

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