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Quando si può parlare di fidanzamento? È sempre più difficile rispondere a questo quesito…

Quando ci si può definire fidanzati? salernosposa.it Salerno

Quando si è ragazzini, mettersi insieme ed essere fidanzati è più o meno la stessa cosa. Il segnale inequivocabile che una cotta o un semplice flirt si è trasformato in un fidanzamento vero e proprio (qualsiasi cosa gli adolescenti intendano per fidanzamento) è dato dalla fatidica domanda: “Vuoi metterti con me?”. O ancora, dopo le prime uscite e i primi baci: “Quindi io e te stiamo insieme, giusto?”.

Peccato che crescendo le cose si facciano via via più complicate. Si diventa adulti e ciò non è necessariamente un bene; per lo meno, non lo è per quanto riguarda i rapporti interpersonali, che si fanno decisamente complessi, troppo carichi di sfumature, di cose non dette, di disillusioni e aspettative, di voglia d’amore e al tempo stesso desiderio di libertà, di non dover rendere conto delle proprie azioni a nessuno, men che meno al proprio partner. Ma allora, in questo marasma di rapporti più o meno ambigui in cui spesso ci si ritrova, quali sono gli indizi che ci fanno capire che siamo fidanzati? In altre parole, come si fa a capire se il tipo o la tipa con cui stiamo uscendo da un pò di tempo non è più soltanto una semplice frequentazione, ma sta diventando (o è già diventato/a) qualcosa di più, ovvero una fidanzata o un fidanzato ufficiali?

Tanto per cominciare, occorre sgombrare il campo da alcune convinzioni errate che possono creare non pochi fraintendimenti. In primis, occorre mettersi in testa che non è la durata del rapporto/conoscenza a sancire il passaggio da una semplice frequentazione ad un vero e proprio fidanzamento. Ci sono ragazzi che si frequentano anche un anno intero senza mai fidanzarsi (quasi sempre in realtà c’è uno che vorrebbe fidanzarsi, l’altro che invece non ne è affatto convinto), ed altri che dopo un paio di mesi si fidanzano ufficialmente con tanto di presentazione alle rispettive famiglie.

E proprio le presentazioni – ufficiali o meno – rappresentano il passaggio concreto da una relazione sentimentale a un fidanzamento: è il riconoscimento sociale della coppia, infatti, a renderla tale. Si è fidanzati quando ci si presenta ai propri reciproci amici come una coppia, quando le conoscenze di entrambi vengono messe in comune e ancor di più quando si conoscono le rispettive famiglie.

In Italia, tuttavia, il fidanzamento non è legato per forza di cose a una promessa di matrimonio, come avviene invece negli Stati Uniti, dove si parla di fidanzamento vero e proprio solo quando l’uomo regala alla propria donna un solitario che simboleggia la proposta di matrimonio.

Nel nostro Paese esistono anche eterni fidanzati che stanno insieme anni e anni prima di decidere di prendere in considerazione le nozze, molto spesso perché uno dei due si è stufato di permanere in una situazione di stallo, dove molto spesso non è contemplata neanche la convivenza. Va detto però che anche in questo caso non c’è una data di scadenza entro la quale la coppia di fidanzati deve obbligatoriamente pensare al matrimonio.

Molto dipende dall’età dei fidanzati: è inevitabile che chi si fidanza a vent’anni non vuole cominciare subito a parlare di matrimonio, mentre quando ci si incontra e si piace dopo i trenta, viene quasi naturale affrettare i tempi per aver modo di viversi appieno prima di affrontare la genitorialità e dunque la nascita di una vera famiglia.

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