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Cosa devi fare prima di sposarti: ecco una guida

Procedure per sposarsi a salerno

Il matrimonio è una delle cose più belle che una coppia innamorata possa desiderare, ma ovviamente non si può arrivare all’altare senza in mano la documentazione giusta. A questo proposito, cosa devono fare gli sposi prima di arrivare al grande giorno?

Sicuramente, prima di iniziare a preparare la lista degli invitati, c’è bisogno di fare un piccolo colloquio con il proprio parroco, in maniera tale da sapere tutto ciò che la Chiesa richiede esattamente per poter effettuare le nozze. Lo stesso bisognerebbe fare con l’ufficio del proprio Comune di residenza, in quanto la documentazione necessaria può variare in base alla località in cui viviamo.

Dopo che il parroco avrà spiegato tutto quello che occorre per celebrare le nozze, chiederà di consegnargli i certificati di Battesimo e di Cresima. Chi non li possiede, può reperirli presso la propria parrocchia (soprattutto se non è la stessa in cui la coppia intende sposarsi). Da quel momento in poi inizierà una trafila di cose e commissioni da fare che però, ovviamente, non dovranno scoraggiare gli sposi: anche se sembrano noiose, l’importante è ricordarsi che ne vale la pena.

È opportuno sapere che è consigliabile iniziare a fare tutto per tempo. Infatti, solitamente, per completare l’iter che serve per poter celebrare le nozze, in Italia possono volerci dai due ai tre mesi, e raramente fino a sei mesi (se ci dovessero essere eventuali problematiche). Tuttavia, iniziando con un largo anticipo si può riuscire a fare tutto, anche a programmare il matrimonio in una chiesa differente dalla propria.

Per quanto riguarda il rito civile, fortunatamente, la Legge Bassanini ha semplificato l’iter per ottenere tutti i documenti. Infatti sarà possibile fare un’autocertificazione, in modo che la coppia non dovrà ricercare ogni documento, ma potrà “delegare” questo compito all’ufficio comunale. Perciò, i futuri sposi, o solo uno dei due, dovranno recarsi in comune almeno due mesi prima del matrimonio per richiedere gli atti e le certificazioni di residenza, nascita, stato libero, cittadinanza e, se necessaria, della sentenza di divorzio (se uno dei due o entrambi gli sposi sono stati già sposati).

In questo colloquio, il Comune fisserà la data della Promessa o Consenso di matrimonio, che conseguentemente si concluderà con l’affissione le pubblicazioni delle nozze. Dopodiché, gli sposi avranno sei mesi di tempo per sposarsi, e potranno appunto decidere di farlo in chiesa.

A quel punto, oltre alla certificazione di Battesimo e Cresima di entrambi gli sposi (sacramenti obbligatori al fine della celebrazione del rito religioso), il parroco avrà bisogno anche dei certificati di stato libero, del nulla osta ecclesiastico (se si decide di sposarsi in una chiesa diversa dalla propria), e dell’attestato di frequenza al corso prematrimoniale (se effettuato in un’altra chiesa diversa da quella in cui si è deciso di sposarsi). Il parroco, dopo la presentazione dei documenti necessari, provvederà all’affissione delle pubblicazioni religiose.

Se si tratta di un matrimonio in cui uno degli sposi o entrambi non hanno la cittadinanza italiana, oltre ai documenti elencati, serviranno anche il passaporto ed il nulla osta per il matrimonio. Quest’ultimo potrà essere richiesto al proprio consolato o ambasciata, e dovrà essere autenticato in Prefettura, se il cittadino non è europeo.

Una volta eseguiti tutti questi procedimenti burocratici, ci si potrà dedicare completamente ai preparativi più “divertenti” (ricevimento, inviti, musica, lista nozze, ecc.), per arrivare al grande giorno felici e soddisfatti.

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